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Oltre i 3.000 metri sull'altopiano tibetano e in tutto l'Himalaya, il fungo-bruco selvatico Ophiocordyceps sinensis («dong chong xia cao», yartsa gunbu) emerge ogni tarda primavera, pregiato dalla medicina tradizionale e commerciato a prezzi straordinari che alimentano una vasta economia di raccolta stagionale per le comunità locali. Le stesse alte terre e i loro margini boschivi producono anche matsutake per l'esportazione. Il sovrasfruttamento e l'adulterazione sono preoccupazioni reali, che alimentano il passaggio al Cordyceps militaris coltivato.
La raccolta del fungo-bruco è una breve finestra di tarda primavera quando la neve si ritira.